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La “user experience” con gli e-reader Blog
 Pubblicato da: a.cirella il 01 agosto Tecnologia  

ricordo una presentazione di parecchi anni fa dove sentii per la prima volta il gergo anglosassone “user experience”. Si parlava di comandi vocali e il relatore che teneva uno speech proprio su queste tecnologie sostenne che finchè non si fosse diffusa l’abitudine tra gli utenti di utilizzare (“user experience”, appunto) i comandi vocali questa innovativa tecnologia avrebbe faticato a svilupparsi e migliorare la vita di tutti noi. La “user experience” potrebbe essere ribattezzata nella più nostrana metafora del cane che si morde la coda: non si sviluppa e quindi migliora finchè non ci sono i clienti. E i clienti non ci sono perchè la tecnologia non è diffusa in modo ottimale e magari disponibile a basso costo. Un po’ troppo sinceramente.

Andare in vacanza

Lo scorso febbraio di quest’anno la nostra casa editrice ha lanciato, in piena crisi (come spesso si fa quando vengono fuori le idee migliori), una rivista digitale. I lettori l’hanno accolta con una certa diffidenza. Va precisato che la rivista (Firmware www.fwonline.eu) è l’evoluzione di una omonima versione cartacea di circa 50 numeri pubblicati in 5 anni. Il target è l’ingegnere elettronico (spesso anche un fan della tecnologia) e grande utilizzatore della rete. Tra le critiche piu` frequenti abbiamo registrato le seguenti: “non posso leggerla in bagno”, “non profuma di carta”, “non posso scriverci sopra”, “non posso prestarla a un amico”, ci manca solo “non posso metterla sotto una delle gambe del tavolo per pareggiarle” e siamo a posto. Ironia a parte, se da una lato risulta rassicurante il fatto che nessuno si lamenti della qualità dei contenuti, dall’altro le varie argomentazioni sono semplificabili in una sola: “mancanza di mobilita`”. Assolutamente condivisibile. La rivista digitale è concepita per essere letta con un pc o con un e-reader. Il primo (anche nella sua versione iper leggera) non soddisfa assolutamente il bisogno di mobilità così ampiamente (apparentemente) soddisfatto dalla carta. Dal canto suo l’e-reader (questo sconosciuto) lo soddisfa alla grande! Andare in vacanza è spesso anche un’occasione per imparare ad usare cose nuove. Ho comprato un Kindle ad inizio anno e (qualche viaggio a parte) non ho avuto grandi chances di utilizzarlo e migliorare la mia user experience. Bene, ora mi trovo qui in un monotono posto di mare e scopro di possedere un oggetto fantastico tra le mani. Lungi da me fare recensioni sulle caratteristiche tecniche dell’oggetto (ci macherebbe), posso solo affermare con forza che stampare giornali, riviste e libri è già oggi anacronistico! In vacanza (si sa) andare a comprare il giornale è un gesto quotidiano che viene facilmente svolto con soddisfazione. Ma se il giornale ci viene automaticamente scaricato dal nostro e-reader? E se il nostro “amico” si preoccupa di scaricare anche il nuovo numero della nostra (introvabile) rivista preferita (nel mio caso PC Magazine in inglese)? E se questi download vengono fatti a costo zero e i contenuti digitali costano solo una piccola frazione di quelli in versione cartacea? E se poi posso portarmi in giro tutte le riviste, giornali, libri in spiaggia senza che questi ammorbino la mia spalla già offesa dal sole? La tecnologia è già pronta, serve solo un pò di user experience in più, prezzi degli e-reader più accessibili e il gioco è fatto.

Un unico repository

Il gergo anglosassone “unico repository” lo sentii già negli anni ‘80, durante i miei studi di informatica. Il problema di dove si salvano i dati e come fare ad accedervi in sicurezza e con semplicità è annoso. Bene, incredibilmente e inaspettatamente il mio favoloso e-reader risolve anche questo problema: “dove ho messo la rivista?”, “No non le voglio portare pesano troppo!”, “Non riesco a leggere il giornale con questo vento!”, “Il giornale è illeggibile è troppo rovinato!” sono tutte frasi senza senso quando si usa un e-reader. I nostri contenuti preferti sono all’interno del nostro leggerissimo “amico” e ci restano finchè non decidiamo di cancellarli o di salvarli nel PC! Con questo ben in mente alcune scuole primarie italiane stanno muovendo (finalmente) i primi passi per rendere obbligatorio l’uso degli e-reader nelle scuole. La user experience ringrazia!

Le reti 4g

Esistono diversi studi (Apple li ha presi davvero sul serio) che sostengono che le telefonate non sono la primaria funzione richiesta da chi compra un nuovo cellulare. I dati sono la nuova chiave e i carrier sono sul piede di guerra per affermare uno standard. Ora che il 4G è già realtà in America, possiamo dormire sonni tranquilli: avremo tutta la banda di cui abbiamo bisogno con i cellulari ma anche con gli e-reader di nuova generazione.

I social network

Sei mesi fa Facebook aveva meno della metà degli utenti che ha oggi, e si vede. Il mio Kindle dispone di una nuova funzione (scaricata automaticamente e soprattutto gratuitamente) che, per dirla sempre con gergo anglosassone, è davvero “amazing”! Quante volte leggendo una notizia sentiamo il bisogno di condividerla con il nostro vicino di ombrellone? Capita sempre. Ora, pensate di poterlo fare col social network: Twitter e Facebook avranno con un click l’aggiornamento dello stato con tanto di notizia e commento! Il tutto gratis e immediatamente! E poi al nostro amico possiamo sempre parlare, oltre che della notizia, anche della meraviglia offerta dalla tecnologia. La user experience ringrazia nuovamente.

Facebook a pagamento?

Una doverosa riflessione va anche fatta sull’equazione “internet=gratis”. Quando leggo il quotidano del bar senz’altro consumo qualcosa, è una forma di riconoscimento per un qualcosa che non è gratis e non mi aspetto che lo sia. Ora, se vado su internet a cercare informazioni difficilmente sono disposto a pagarle (anche poco), non serve essere dei sociologi affermati per comprendere questo meccanismo. L’enorme diffusione della rete è dovuto anche a questo, chi si ricorda le barriere delle bbs a pagamento degli esordi di internet sa di cosa parlo. Provate a pensare a Facebook a pagamento, che ne so, 10 Eur al mese ad esempio, probabilmente avrebbe molti meno utenti ma soprattutto moltissimi detrattori che additerebbero come persone senza cervello coloro disposti a pagare per un servizio così “inutile”.

e-reader gratis

Il basso costo, suona meglio “low cost”, insieme alla user experence fanno il binomio perfetto per un dichiarato successo degli e-reader e la scomparsa delle pubblicazioni cartacee (giornali e riviste in primis). Non vedo l’ora di vedere il primo editore regalare ai propri lettori, insieme all’abbonamento, un e-reader. Noi al momento non possiamo permettercelo ma ci piacerebbe senz’altro poterlo fare!

Antonio Cirella
Inware Edizioni srl

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3 Commenti a “La “user experience” con gli e-reader”

  • Fabio scrive:

    Articolo molto divertente, e reale, con il mio iPad sto approcciando un nuovo modo di leggere i contenuti online. A differenza di un pc parlando anche solo delle normali pagine web, i contenuti vengono letti molto più facilmente e volentieri.

  • Elena Masia scrive:

    Articolo interessante, ma gli e – reader sono molto cari e dubito che il Ministero della P.I. investa in questo campo. Certo hanno dei notevoli vantaggi. Speriamo che si abbassino i prezzi di questa tecnoogia, anche dei cellulari che servono a questo scopo.

  • a.cirella scrive:

    Si Elena concordo, a conforto di quanto da te giustamente osservato cito l’ultimo capoverso dell’articolo “e-reader gratis” lo speriamo davvero tutti. nel frattempo sono usciti i primi e-reader sotto i 100 dollari e questo lascia ben sperare!

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