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La logica del ponte Blog
 Pubblicato da: a.cirella il 17 agosto Internet, M2M, Tecnologia, wireless  

Internet delle cose

Una cosa che ha cominciato a farmi pensare qualche giorno fa alla logica del ponte è la metafora di “Internet delle cose” usata per parafrasare il mondo delle attuali applicazioni di M2M. Sin dall’antichità il ponte era concepito come unione tra due punti (sponde) vicine ma al tempo stesso irraggiungibili. Perché parlare allora di “internet delle cose” per descrivere una semplice esigenza di comunicazione e condivisione al tempo stesso? Basta dire “Ponte” e il gioco è fatto!

Semplifichiamo i discorsi

La semplificazione mi ha sempre attratto, tranne la volta che il mio commercialista cercò di spiegarmi che con la semplificazione il Fisco aveva introdotto molta più incertezza che si traduceva in maggiori costi di consulenza (!). In realtà qui la semplificazione è davvero tale, senza equivoci, parte dall’assunto che esiste un mondo offline e uno online, tutto qui. Bisogna prenderne atto.
In queste giornate di agosto sto passando molte ore consecutive online e mi rendo conto di quanto questa cosa sia vera: curriculum e interviste online, gente che fa il checkin (quello di foursquare, non parlo dell’aeroporto) nei posti più disparati, il bombardamento di informazioni da twitter e ok notizie (per citare solo due illustri rappresentanti), la pletora di socializzatori di FB, Linkedin, Youtube & soci. Ed ho sicuramente omesso o dimenticato qualcosa. Si tratta di un affascinante mondo nuovo, tutto da scoprire.
E il vecchio? Si certo, se questo si chiama nuovo deve pur esistere un mondo vecchio, io lo chiamerei, per semplificare, dato che l’aggettivo vecchio è un po’ troppo impegnativo, mondo “offline”.

Sempre connessi

Chiariamolo subito, “on” e “off” sono due stati che si verificano in contemporanea.
Ora, non voglio avventurarmi in speculazioni sulla logica della materia ma per capire quanto sia vero basti pensare che esiste un tempo in cui siamo online e offline contemporaneamente, ad esempio quando facciamo un checkin su foursquare. Siamo in quel posto (offline), mi verrebbe da dire fisicamente ma preferirei evitare anche questo oneroso avverbio, e lo siamo anche nel mondo virtuale (online) dato che tutti i nostri amici lo sanno con la massima tempestività. In altre parole siamo “sempre connessi” e questa è la chiave per comprendere la contemporaneità degli stati. Twitter, FB e tutti gli altri luoghi di socializzazione del mondo online sono equiparati ai posti in cui noi ci rechiamo o in cui ci fermiamo quando siamo offline.
La porta di accesso
Per fare in modo che i due mondi definiti sempre connessi lo siano per davvero, è necessario un link, un collegamento per dirla all’italiana. Bene questo link è il ponte, diciamocelo, chiamarlo link fa più figo dai.
Il link è l’elemento che determina la contemporaneità dello stato, che determina il raggiungimento reciproco dell’altra sponda, che permette ai due mondi di convivere e di svilupparsi insieme.
Esempi di link sono:
- Un telefono cellulare dotato di fotocamera e connessione a internet
- Un hardware che permette a un dispositivo offline di raggiungere il mondo online
- Un personal computer o tablet PC
Questo scarno elenco è aggiornato alla data di questo post, è ovvio!

Al ristorante

Lo spunto per scrivere questo articolo mi è stato dato da un post pubblicato da un amico su Facebook. Riportava la foto di un menu di un ristorante con tanto di pubblicità gratis di Facebook, omettendo qualsiasi riferimento al ristorante conteneva solo una generica frase del tipo “Vieni su Facebook!”, manifestando estrema ignoranza.
Quello che qui può sembrare a prima vista un grossolano errore di comunicazione in realtà altro non è che la completa mancanza della porta di accesso, del ponte, del link, chiamatela come volete: non è possibile determinare in quel modo la contemporaneità degli stati.

Interessa?

La domanda sorgerebbe spontanea, a chi interessa la contemporaneità degli stati? Bene, non esiste la domanda quindi la risposta non esiste.
I due stati sono contemporanei per definizione e basta. Certo, non a tutti può interessare essere contemporaneamente alla toilette e notificarlo al mondo online questo è vero, non stiamo parlando di Grande Fratello.
Però ho visto già cose molto particolari, tipo descrizioni di malattie su Facebook con tanto di foto nel letto dell’ospedale e aggiornamento tempestivo sulle terapie, per cui non dovremo stupirci a breve più di niente. Si può essere d’accordo o meno ma non si può in alcun modo arroccarsi dietro un “non esiste”: e già così!

Il conto corrente

Chiudo con un aneddoto di molti (più di 15) anni fa. La mia banca (all’avanguardia per l’epoca) era già da diverso tempo che mi tampinava con l’accesso online al mio conto corrente. Io all’epoca controllavo il conto con un vecchio programma, si chiamava Money, forse alcuni di voi se lo ricordano e l’avranno anche usato (era molto diffuso). Money era fantastico perché oltre a darmi la possibilità di avere tutto sotto controllo mi permetteva anche di lanciarmi verso previsioni e io all’epoca avevo davvero la necessità di calcolare per bene le mie future possibilità economiche. Perché quindi farmi sedurre dall’accedere alle informazioni tramite internet?
Come vedete non ho minimamente accennato a issues sulla sicurezza, per me era solo una questione di necessità, non ne comprendevo il senso. Dopo però (quasi subito), capitolai e attivai per la prima volta la logica del ponte, attivando il link tra i due mondi. L’impiegato infatti mi confessò che il mio conto era già online, dovevano solo darmi i dati di accesso. In effetti ripensandoci il Bancomat esisteva già da più di 10 anni per cui (…).
Dopo pochissimo tempo non riuscivo più a capire perché dovevo ostinarmi a rimettere tutti i dati in Money, assurdo! Con l’accesso al mondo online ero assolutamente più efficiente, senza discussione.
Utilizzai la nozione del conto già online per frantumare tutte le reticenze di coloro che di issues sulla sicurezza ne avevano molte scoprendo, inconsapevolmente, di essere già un fan della logica del ponte!

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