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Da Marconi a Dorsey Blog
 Pubblicato da: a.cirella il 30 agosto Internet, Tecnologia, wireless  

Ascoltando il concerto dei bravissimi Kaiser Chief, miracolo della musica, mi è venuto in mente un parallelo abbastanza azzardato tra la radio e twitter. Prendo il mio Kindle e inizio a scrivere.

I primi radioamatori avevano come semplice obbiettivo quello di entrare in contatto con qualcuno, di ascoltare delle voci, di socializzare. Quanto da più lontano provenivano quelle voci, tanto più grande era l’impresa, fino a diventare in alcuni casi addirittura leggendaria. E’ il bisogno di socializzare, appunto, che va soddisfatto e per fortuna la tecnologia aiuta moltissimo i più timidi, semplificando i rapporti rendendoli impersonali e “virtuali”.

Guglielmo il timidone?

La semplice formula potrebbe quindi essere questa: sono timido, fatico a socializzare vado in una chat. Fine dell’articolo, alla prossima puntata.

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NON è cosi ovviamente. Marconi non ha scoperto la radio per superare le timidezze, per contattare la ragazza dei suoi sogni con maggiore facilità evitando cosi l’esposizione al pubblico ludibrio. Tralasciando le reali, ignote, motivazioni degli uomini di scienza, mi piace pensare che ogni scoperta e innovazione tecnologica viene fatta e finanziata con l’unico scopo di migliorare la salute e le condizioni dell’uomo, possibilmente aiutandolo a socializzare con maggiore facilità, cosa che guarda caso attira su di sé anche il fenomeno commerciale. Tutto ciò che fa stare meglio l’individuo collegandolo ad un altro “si vende”!

Leonardo il guerrafondaio

“Fa stare meglio l’individuo” lo parafrasiamo un attimo, inserendolo nel contesto della sicurezza, perchè è senz’altro vero che l’individuo prima di socializzare vuole sentirsi al sicuro. Se poi socializza in sicurezza (magari di non essere visto) allora si che è davvero perfetto! La scienza applicata alla tecnologia, con Archimede e Leonardo, è nata con chiari obbiettivi militari, prima ancora che di sfruttamento economico. Ma questo grazie al cielo, perchè i passi avanti sono stati formidabili.

Bla bla bla

Prima la radio e la TV (nelle versioni uno a molti ed uno a uno) poi il telefono (uno a uno) poi ancora il cellulare (uno a uno ovunque ti trovi) infine l’informatica che ha sovvertito tutte le regole (molti a molti) con le sue bbs, chat, email, newsgroup, forum, e infine i social network di tutti i tipi (sullo stile dei realiy show della TV). Ma il bisogno, quello primordiale, è sempre lo stesso: comunicare e quasi sempre (99%) stupidaggini (!) Alla radio si disquisiva sul tempo, su quanto fossero lunghe le giornate e si rimaneva allibiti una volta messi di fronte alla verità incontestabile del fuso orario, per citare le discussioni più costruttive ovviamente, tralasciando le altre. I cosiddetti “ascoltoni” si limitavano addirittura con discutibile sommo divertimento, ad ascoltare le comunicazioni altrui. Arrivando direttamente al social network, nella sua versione meno “demanding” e quindi più evoluta e di successo, ovvero Twitter, scopriamo (chi lo frequenta lo sa) che ci troviamo in balia si di uno strumento vorticoso e potente, ma al tempo stesso stile “piazza del mercato”, dove tutti urlano da tutte le parti. Insomma, la tecnologia ha reso possibile il miracolo, realizzare quella rete di relazioni impersonali che è possibile accendere e spegnere a proprio piacimento. Ma purtroppo l’individuo è rimasto sempre lo stesso con i suoi bisogni primordiali da soddisfare, per niente evoluto. Una nota numerica è doverosa, twitter è l’unico sistema al mondo per entrare potenzialmente in contatto con milioni di persone e mandare loro (a tutti) contemporaneamente un messaggio di 140 caratteri che può contenere un ipertesto (pubblicitario ad esempio), sul loro cellulare, ovunque si trovino. Certo non e` facile ed immediato avere 6 milioni di follower come la brava Lady Gaga ma tecnicamente è fattibile. Meditate gente meditate.

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