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32Kb per la Luna Blog
 Pubblicato da: Maurizio Del Corso il 22 marzo Elettronica Generale  

“E’ un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità”.
Furono queste le prime parole pronunciate da Armstrong mentre, il 21 luglio 1969, posava il piede sul suolo lunare. Un grande traguardo, ma ancora più grande se si pensa alle tecnologie disponibili all’epoca! Il computer del modulo Apollo aveva 2 processori, su cui girava il software PGNGS (Primary Guidance, Navigation, and Control System). I processori avevano parole da 16 bit ed erano fisicamente realizzati a discreti, con circa 3000 porte logiche incapsulate in singoli chip. La memoria totale era di 36KB per contenere il programma e 2KB per le variabili temporanee, le dimensioni erano 60×32x15cm e consumava 70W. Non c’era ovviamente un sistema operativo, ma il solo software di gestione. Dal punto di vista dell’architettura e del tipo di programmazione, quel genere di computer si può paragonare ad un moderno microcontrollore, tipo quelli che vengono inseriti nelle centraline degli antifurti o nelle smart-card. Nonostante la tecnologia fosse piuttosto primitiva (il transistor era stato inventato poco più di dieci anni prima) i componenti erano costruiti con tutti gli accorgimenti del caso: i package erano in grado di sopportare e schermare le radiazioni ionizzanti e le scariche elettrostatiche ed nel software erano implementati algoritmi fault tolerance estremamente efficienti. Nell’era moderna, in cui abbiamo bisogno di oltre 1GByte per far girare il solo sistema operativo, la missione Apollo 11, a mio avviso, ha dell’incredibile!

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